Re-imparare da zero: convivere con la dislessia

Mio marito é dislessico. La dislessia gli é stata riconosciuta alle fine delle elementari, dopo esser stato sottoposto a un esame del QI, esame dell’udito ed esame della vista. Quando tutti questi test hanno dimostrato che non aveva nessun problema intellettivo né fisico (anzi, il suo QI era superiore alla norma), allora hanno ipotizzato un problema di apprendimento. E la dislessia gli é stata riconosciuta. Continua a leggere “Re-imparare da zero: convivere con la dislessia”

Espatrio in Australia: lo rifarei?

È un periodo un po’ strano questo. Mi sento un po’ giù e demoralizzata per alcune cose, quando dovrei invece godere di altre. Mi sembra che tutto sia ampliato, grande e devastante. Mi sembra che nessuno abbia tempo per me, anche se mi rendo conto di quanto questo sia ingiusto. Soprattutto nei giorni immediatamente prima e dopo la nascita della mia nipotina, mi sono sentita così maledettamente lontana da tutto e tutti. Avrei voluto saltare sul primo aereo (possibilmente pagato da qualcun altro) e correre in Italia ad abbracciare Baby Di. E invece ero bloccata qui, a 24 ore di distanza dai miei cari, impossibilitata a vivere questo momento così importante con la mia famiglia. Continua a leggere “Espatrio in Australia: lo rifarei?”

Fate quello che vi fa felici

Non avevo neanche 5 anni quando ho cominciato a fare danza classica. Ero uno stecchetto alto ma molto magro. Non ricordo se fossi stata io a chiedere di iscrivermi a danza o se fosse la sola opzione disponibile all’epoca nel mio paesello. Ma danza fu, e danza rimase fino ai miei 12 anni. Non penso di essere mai stata portata per la danza classica: ero goffa, mentre le altre si muovevano con grazia, i piedi non si piegavano quanto avrebbero dovuto, e certe torsioni decisamente non mi venivano naturali. Quando poi, precocemente, ho cominciato a svilupparmi, tutto è diventato  ancora più difficile, pesante e ingombrante. Nei saggi e nelle foto ero sempre quella in fondo, perché un paio di spanne più alta delle altre. Ero quella che non riusciva mai a trovare le scarpette da classico, perché già a 10 anni portavo il 41. Ho avuto una relazione molto complicata con la danza classica, fatta di molto amore e moltissime umiliazioni. Quando a 12 anni ho deciso di mollare – perché non sarei mai arrivata da nessuna parte, così mi era stato detto – lo feci con il cuore a pezzi, tirando un sospiro di sollievo. Continua a leggere “Fate quello che vi fa felici”

It is up to you

Sono reduce dalle solite 23 ore di volo e uno scalo. Da una colazione al volo all’aeroporto (giusto per sentirsi subito a casa con un bell’espresso e brioche) e un giro al mercato (che  oggi al paesello è giorno di mercato e vuoi non fermarti a fare un giro e salutare eventuali conoscenti?) nel caldo di luglio (ed io nei miei vestiti invernali, arrivando dall’inverno e dall’aria condizionata di aereo e aeroporto). Sono in giro da più di 30 ore ma finalmente sono a casa. Sono le 10 di mattina, sono esausta, ma come ogni volta che torno a casa, sono troppo elettrizzata per riposarmi, e una doccia basta per farmi sentire rigenerata. Vorrei svuotare le valige, sistemare le mie cose per sentirmi a casa-casa, ma non posso. La mia camera è occupata per altri 5 giorni.  Continua a leggere “It is up to you”

Senso del pudore e (mancato) senso del decoro

Siamo a Towada, prefettura di Aomori, Giappone. E’ inizio aprile e dovrebbe fare caldo, i ciliegi dovrebbero essere in fiore, eppure la neve cade copiosa in questo angolo nipponico. Non c’è niente di più bello, in questo fredda serata, di immergersi nell’acqua bollente dell’onsen, soprattutto quello all’esterno. La cosa da sapere è che negli onsen si va nudi: i giapponesi considerano importante la “comunione in nudità” poiché capace di abbattere le barriere e far conoscere nuove persone nell’atmosfera rilassata e familiare dell’onsen. Continua a leggere “Senso del pudore e (mancato) senso del decoro”

Cosa ho imparato grazie al mio PhD

Da 3 anni è mezzo la mia vita ha avuto una costante (marito a parte): il mio PhD. Le case sono cambiata, il mio status civile anche, amiche sono venute e andate, ma lui mi è sempre rimasto accanto. Il mio dannato PhD! Abbiamo un rapporto complicato noi: vi avevo raccontato qui quali sono i lati negativi di questo progetto, mentre qui vi avevo parlato dei lati positivi che questo lavoro mi sta regalando. Il rapporto di amore e odio continua, ma ora che la luce in fondo al tunnel è visibile, voglio riflettere su quello che il mio PhD mi ha insegnato. Continua a leggere “Cosa ho imparato grazie al mio PhD”

L’amicizia da expat

A parte un brevissimo periodo alla medie, e se non contiamo la mia squadra di pallavolo, non sono mai stata parte di una grande compagnia. Ho sempre preferito poche amicizie ma di qualità, a tante giusto per far numero…  Poche ma buone insomma. E di questo sono sempre stata contenta. Sono una persona socievole, generalmente vado d’accordo con tutti e mi piace socializzare. Ovunque sia andata nel mondo mi sono sempre fatta amici e sono fiera di poter contare su una rete di affetti sparsa per i 5 continenti. Continua a leggere “L’amicizia da expat”